Lo Spatial Computing Industriale

Benvenuti nell’era dello Spatial Computing


Essere umano, macchina e SPAZIO!

Un terzo elemento si aggiunge alla formula.


Ci troviamo in una era in cui le persone nei contesti produttivi lavorano a stretto contatto con robot e macchine intelligenti. Negli ultimi anni l’Industria 4.0 ha aperto nuovi scenari inesplorati sul terreno di ciò che era possibile ottenere attraverso i dati estrapolati in tempo reale dagli asset industriali. Se è vero che l’Industria 4.0 era incentrata sulla integrazione di AI, IoT, Big Data per il raggiungimento di risultati sempre più complessi di interconnessione, automazione ed efficienza, la quinta rivoluzione industriale favorirà la creazione di una relazione sempre più profonda ed equilibrata tra le tecnologie di ultima generazione ed esseri umani, con le macchine al servizio del lavoro dell’uomo e del suo benessere e sicurezza negli ambienti lavorativi.  


Nel contesto odierno si parla molto di interazione uomo-macchina e di come l’evoluzione della fabbrica intelligente porterà miglioramenti nel modo in cui persone e asset industriali lavorano, comunicano e collaborano. Si pensi, per esempio, all’ambito logistico e alle opportunità di gestione da remoto delle flotte di camion tramite sistemi di guida autonoma o alle tecnologie di visualizzazione XR delle informazioni che, combinate a sistemi di sensoristica avanzata (IoT) e ai sistemi di visione artificiale dello spazio (Computer Vision), aiutano il personale ad acquisire una panoramica in tempo reale dei processi e dei flussi di informazione e ad interagire in modo sistemico con gli asset industriali per prendere decisioni più velocemente e più consapevolmente in prossimità del problema.


IoT, Computer Vision e tecnologie AR/VR, combinate allo spazio, danno oggi origine ad un fenomeno tecnologico in continua evoluzione e con una identità a sé stante, fenomeno che promette di trasformare il modo in cui essere umano, macchine e spazi fisici e digitali interagiscono nella nuova fabbrica digitale ed interconnessa.


Spatial Computing: tra spazi fisici ed intelligenze di prossimità


Se fino ieri le macchine scambiavano dati ed informazioni in tempo reale attraverso i sistemi IoT, oggi risultano sensibili all’ambiente che le circonda e dialogano non solo tra loro ma anche con gli asset fisici e digitali e con le persone presenti negli spazi circostanti. Tutto questo è possibile grazie alla combinazione di tecnologia Edge Computing, sistemi di visione artificiale e dispositivi indossabili AR di ultima generazione.


Se, infatti, l’Egde Computing elabora i dati nel punto più prossimo a dove questi vengono generati, abilitando nuove architetture di elaborazione decentralizzata, alla periferia della rete, e quindi sempre più in prossimità dell’utente, le macchine, grazie ai sensori e ai sistemi di visione artificiale della profondità, rilevano tutto ciò che è presente nello spazio circostante prendendo decisioni in autonomia in base ai cambiamenti intervenuti nell’ambiente.


Che cos’è lo Spatial Computing


Lo Spatial Computing, o computer nello spazio, è una intelligenza di prossimità che consente alle macchine di riconoscere la propria posizione e di prendere decisioni tenendo in considerazione le azioni degli asset industriali presenti nel contesto più prossimo, generando una comprensione più profonda dei luoghi in cui sono collocate.


Lo Spatial Computing rappresenta il ponte e tra IoT e mondo reale e, oltre a favorire la gestione coordinata di essere umano, macchina e spazi fisici/digitali, è in grado di abilitare la visualizzazione 3D dinamica e contestuale di oggetti, ambienti e lavoratori e di tutte le loro interazioni digitalizzando le relazioni tra esse nello spazio.


I tre Outcomes chiave dello Spatial Computing


Flessibilità

Lo Spatial Computing consente di organizzare il lavoro delle risorse umane in funzione degli spazi circostanti, adattarsi ai cambiamenti intervenuti nell’ambiente in tempo reale per garantire la massima produttività in condizioni di assoluta sicurezza, intervenire in modo tempestivo in caso di emergenza e apportare modifiche in tempo reale al funzionamento di sistemi complessi.


Efficienza

Lo Spatial Computing consente di ottimizzare gli spazi per massimizzare la produttività permettendo, per esempio, a bracci robotici di lavorare in modo coordinato in superfici ridotte, prototipare asset fisici tenendo in considerazione i perimetri entro i quali dovranno essere posizionati ed installati, monitorare tutti gli asset industriali da remoto evitando colli di bottiglia, fermi improvvisi ed interruzioni non programmate della produzione.


Digitalizzazione

La visualizzazione XR del modello dinamico di asset industriali, macchine, spazi, personale e di tutte le interazioni intervenute nel contesto fabbrica (Digital Twin) si traduce nella possibilità di virtualizzare e digitalizzare il rapporto fra essi accelerando i tempi per l’analisi dei dati di processi produttivi, guadagnandone in efficienza, miglioramento delle performance e produttività.


Un esempio di Spatial Computing Industriale


Ci troviamo in un contesto produttivo in cui tutte le macchine sono sensorizzate e, di conseguenza, digitalmente operative. Quando nell’ambiente compare un operatore, a sua volta connesso grazie ad appositi dispositivi indossabili AR, le macchine rispondono ai suoi comandi, alle sue azioni e ai suoi spostamenti. L’operatore osserva tramite visore AR dedicato il modello digitale (Digital Twin) del plant e degli asset industriali e prende decisioni in base alle informazioni che estrapola in tempo reale dalle macchine impartendo precisi ordini ed istruzioni.


A loro volta le macchine decidono in autonomia se accelerare la produzione, rallentarla o correggerla cambiando all’occorrenza la loro inerzia in base ai cambiamenti intervenuti nell’ambiente. La presenza di risorse umane negli spazi circostanti suggerisce alle macchine e ai bracci robotici di ridurre la velocità di movimento per assicurare che il compito venga eseguito in condizioni di assoluta sicurezza.


Spatial Computing: qual è la direzione


Questa è solamente la punta dell’iceberg di ciò che lo Spatial Computing sarà in grado di offrire nel prossimo futuro in ambito industriale. La connessione sempre più profonda tra macchine, essere umano e spazi fisici/digitali contribuirà alla costruzione di una fabbrica intelligente evoluta che trae valore dai dati estrapolati dagli asset industriali per consentire al personale di svolgere in tempo reale attività sul campo in modo più consapevole e sicuro, e all’azienda di essere più flessibile e reattiva dinanzi ai cambiamenti, aumentando l’efficienza operativa e riducendo i fermi macchina e le interruzioni improvvise delle linee di produzione.


La creazione di una Spatial Computing-Driven Enterprise passa attraverso la trasformazione degli asset industriali, degli spazi e delle persone in gemelli digitali che dialogano tra loro grazie alla combinazione di sistemi di sensoristica avanzata, sistemi di visione artificiale e dispositivi indossabili (visori AR/VR) di ultima generazione in grado di proiettare la forza lavoro in un contesto fabbrica che può essere osservato, quantificato e manipolato in modo continuo.


Questo è il futuro della fabbrica intelligente: sei pronto a trasformare i tuoi processi industriali con lo Spatial Computing?


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